La Vigilia del Santo Natale i Dogi veneziani erano soliti regalare ai nobili ed ai membri del Maggior Consiglio, cinque uccelli palustri, provenienti dalle vicine valli da pesca, chiamati ” Osèle selvadeghe”.
In questa consuetudine si affiancò, dal 1275 l’Isola di Murano, sede della potente “corporazione dei vetrai”trasferitasi in quell’isola perchè utilizzare le fornaci a Venezia città poteva comportare grossi rischi di incendi, visto che i tetti delle case erano ricoperti di paglia.
Nel 1521 il Doge Antonio Grimani convertì il dono “in natura” nell’omaggio di una moneta, chiamata appunto ” Osèla”, e
l’occasione della consegna di tali monete venne trasferita alla ricorrenza dell’Ascensione. L’ultima serie di “Osèle” venne coniata nel 1796. Nel frattempo venne data anche a Murano l’opportunità di coniare tali monete, che erano fatte d’oro o d’argento.
In seguito, oltre ai metalli nobili, furono coniate monete in fusione di vetro, con le matrici stampate a pressa di maglio. Queste furono autorizzate con Bolla Dogale, ed in una facciata veniva riprodotto lo stemma Dogale, e nell’altra il volto del Podestà. Le medaglie venivano donate anche a cittadini che avevano raggiunto meriti ragguardevoli.
LE MURRINE
L’origine della murrina è leggendaria: Anticamente ogni vetraio realizzava delle composizioni con un miscuglio di vetro colorato come campionatura, per poi descrivere le varie dosature nel suo manuale segreto.
Il maestro vetraio era geloso delle sue murrine, perchè nascondevano le composizioni selezionate, che diventavano la base esclusiva dei colori per le lavorazioni più pregiate.
Quando c’erano delle murrine mal riuscite venivano gettate in lagura dai vetrai, per non farle ritrovare da nessun altro che potesse copiare la composizione.
Le murrine erano di forma circolare, col cilindro di uno spessore somigliante ad una moneta. Il diametro poteva variare, ed erano realizzate in una vasta gamma di colori.
Col tempo esse vennero utilizzate come moneta di scambio in certi paesi dell’Asia e della Persia dai mercanti veneziani. In certi casi veniva creato un foro per essere infilate nel cordone di cuoio della sacca dove venivano custoditi i denari.
Nel corso dei secoli le Murrine vennero regalate alle fanciulle, venivano legate con una cordicella e venivano appese al collo dell’amata.
Antiche tradizioni create con il fascino del fuoco , la maestria e l’alchimia degli antichi vetrai veneziani.
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